PROGETTI

BANDO DI CONCORSO PER L’ASSEGNAZIONE DI N. 2 BORSE DI STUDIO INTITOLATE “FALCO – I – REMS” ALLA MEMORIA DI DARIO, FABRIZIO, MARCO E STEFANO – PRIMA EDIZIONE 2020

Per ricordare gli amici Dario, Fabrizio, Marco e Stefano. Dolomiti Emergency Onlus, in collaborazione con il Suem 118 di Pieve di Cadore e il Corpo Nazionale Alpino e Speleologico – 2^ Zona Delegazione Dolomiti Bellunesi, ha deciso di intitolare due borse di studio alla memoria dell’equipaggio di Falco a 11 anni dalla tragedia Del 22 agosto 2009.

L’idea di una borsa di studio rivolta a laureandi e dottorandi che vogliano avvicinarsi al mondo dell’elisoccorso e al Soccorso Alpino è stata di Fabio Bristot “Rufus” che, con Katia Tormen, ha scritto il racconto “Falco I-Rems”. Tormen e Bristot hanno devoluto a Dolomiti Emergency il ricavato del loro libro: un importo di 1.000 euro, a cui la Onlus ne ha aggiunti altri 1.000, bandendo poi un concorso per l’assegnazione di n. 2 borse di studio a favore di laureati, studiosi, studenti, ricercatori degli Atenei italiani.

Il premio è riservato a quanti abbiano conseguito presso un qualsiasi Ateneo presente sul territorio italiano, con una tesi sull’argomento sulla soluzione alla problematica degli ostacoli al volo per la navigazione aerea anche a bassa quota, il titolo di studio: in uno dei corsi di laurea magistrali e magistrali a ciclo unico; in un dottorato di ricerca; in un master post laurea. In particolare, verranno informate: le Facoltà di Giurisprudenza che prevedono il corso di studi di diritto aeronautico o di diritto della navigazione; le Facoltà di Ingegneria aero-spaziale, meccanica, delle costruzioni; elettrotecnica; informatica.

La domanda di partecipazione al concorso deve essere trasmessa, a pena di esclusione, entro le ore 12.00 del 31 luglio 2021 a mezzo pec a dolomitiemergency@pec.it. L’importo del premio è di 1.000 euro per ciascuna borsa di studio.

CONTRIBUTO A SOSTEGNO DELLA SANITA’ PROVINCIALE

Al di là delle finalità dell’associazione e dei compiti statutari, la sanità a livello provinciale, così come quella veneta e del resto d’Italia, sta facendo degli sforzi immani per fronteggiare l’emergenza Coronavirus, così Dolomiti Emergency ha devoluto 50 mila euro a favore del conto corrente aperto ad hoc dall’Ulss Dolomiti per le offerte a sostegno della sanità provinciale.

Una decisione presa come direttivo all’unanimità.

Con questa donazione DE ha auspicato di essere da esempio per tutti. Ognuno, secondo le proprie possibilità, piccole o grandi che siano, può contribuire a dare una mano».

I 50 mila euro deliberati da Dolomiti Emegency derivano quasi interamente dal 5 per mille dell’anno 2019.

DE agisce nella trasparenza più assoluta e per far sapere alle persone che hanno deciso di sostenere l’associazione come vengono utilizzate le risorse. In questo è stata presa una scelta che va “contro”, se così si può dire, le finalità di Dolomiti Emergency, in quanto non si tratta di donazioni al sistema di emergenza e urgenza in montagna, pensando di interpretare il pensiero di ogni bellunese: medici, infermieri, tutti gli operatori della sanità stanno lavorando per noi, rischiando anche la vita. Non solo è giusto, ma doveroso, sostenere i nostri ospedali.

CORSI BLSD

In situazioni di emergenza, davanti a una persona colpita da arresto cardiaco, saper eseguire una rianimazione cardiopolmonare ed essere in grado di usare il defibrillatore può fare la differenza. Ecco perché Dolomiti Emergency Onlus, sin dalla sua costituzione, insiste molto sulla formazione. I corsi Blsd (acronimo che sta per Basic Life Support and Defibrillation) servono a fornire le conoscenze di base necessarie per intervenire in supporto alle funzioni vitali e alla defibrillazione. Per salvare una vita bisogna intervenire tempestivamente e l’aspettativa di sopravvivenza triplica se si usa un defibrillatore il prima possibile, in attesa dell’arrivo dell’ambulanza. Dal 2015 al 2019 Dolomiti Emergency ha formato in totale 2.171 persone.

PROGETTO 1.2.3.SOCCORSO

Proseguita anche la collaborazione con le scuole, con il progetto “1.2.3. soccorso”, che ha formato 5.055 studenti e 19.022 familiari in più di 120 scuole dell’intera provincia di Belluno. La formazione è continua e il progetto va avanti. Anche a fine 2019 Dolomiti Emergency, nell’ambito di un’iniziativa che ha visto la collaborazione con i Lions club della provincia di Belluno e l’Ufficio scolastico, ha tenuto diverse mattinate di addestramento ai ragazzi delle scuole della provincia Belluno, alle quali sono stati consegnati un manichino e un defibrillatore trainer.

IMMAGINI

MOSTRE

REPERIBILITÀ PSICOLOGICA

Nel 2012 è stato attivato il servizio di reperibilità psicologica. Si tratta della prima esperienza in Veneto e unica nel suo genere in Italia. Un’iniziativa che ha dimostrato di funzionare, che è frutto della convenzione tra Dolomiti Emergency e l’Associazione Psicologi per i popoli e che è nata dall’esigenza di mettere a disposizione della centrale operativa del Suem 118 di Pieve di Cadore professionisti psicologi che forniscano supporto ai soccorritori, alle vittime di incidenti ed eventi traumatica, e ai loro familiari. Grazie al servizio, durante i mesi estivi, 24 ore su 24, nella centrale operativa del Suem 118 di Pieve di Cadore è presente uno psicologo che può fornire, a seconda delle esigenze, consulenza telefonica o sul posto dell’eventuale emergenza, in contatto diretto con la base di elisoccorso. Nel 2017 è stata introdotta una novità, che ha visto l’ampliamento del servizio: gli psicologi possono essere chiamati non solo nei mesi estivi, ma anche per tutto il resto dell’anno e, in caso di bisogno, sono pronti a recarsi sul posto.

In questi anni, anche a seguito della tragedia di Falco del 2009, tra gli operatori del Suem e del Soccorso Alpino, ma pure tra tutte le forze dell’ordine, è cresciuta la consapevolezza di quanto sia importante poter contare su una figura esperta che fornisca un primo soccorso psicologico in risposta ai bisogni emotivi, psichici e relazionali acuti delle persone coinvolte in un evento critico.
Il primo soccorso psicologico costituisce una parte importante dell’intervento di soccorso stesso, andando a integrare quello sanitario. Dolomiti Emergency ha voluto intitolare il servizio di reperibilità psicologia a Igor Scandolo, responsabile della manutenzione degli elicotteri di Inaer (la società che fornisce i mezzi per gli interventi del Suem 118 di Pieve di Cadore, ndr), scomparso qualche anno fa.

OSTACOLI AL VOLO 

Il 29 novembre 2018 Dolomiti Emergency ha organizzato presso la Camera dei Deputati, a Roma, un convegno sugli ostacoli al volo, alla presenza di tutti gli schieramenti politici. L’obiettivo è quello di trovare un accordo, a prescindere dal colore politico, sull’emanazione della normativa nazionale in merito. A seguito del convegno sono ripartiti i lavori del tavolo tecnico nazionale istituito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri presso la Protezione Civile, al quale sono stati invitati dietro nostra richiesta anche il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico e i Servizi Regionali di antincendi boschivi.

PROGETTO DRONI

Quando nel soccorso in montagna ci si trova a intervenire in luoghi difficilmente raggiungibili o in zone pericolose la tecnologia può dare un aiuto importante. Stiamo parlando dell’utilizzo di droni per cercare dispersi, trasmettere immagini dell’area interessata e raggiungere più facilmente la meta esatta. Anche il Soccorso alpino bellunese è sceso in campo per far cooperare uomo e macchina e rendere ancora più incisive e dettagliate le operazioni di salvataggio. La II zona delegazione Dolomiti bellunesi si è dotata, nell’estate 2018, di quattro droni per il supporto alle operazioni di ricerca e soccorso delle persone in ambiente impervio e ostile, sia d’estate che d’inverno. L’acquisto della dotazione tecnologica e i corsi di formazione per conseguire l’attestato di pilota sono possibili grazie a un contribuito ricevuto da Dolomiti Emergency di quasi 51 mila euro.

NUMERO VERDE MONTAGNA SICURA

Meglio prevenire che farsi recuperare. Non è uno stravolgimento del noto proverbio, ma la ferma convinzione dei promotori del progetto “Numero Verde Montagna sicura”. Un’iniziativa che Suem 118 di Pieve di Cadore, Dolomiti Emergency, Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, Collegio veneto Guide Alpine, Cai Veneto e Usl 1 Dolomiti hanno concretizzato a giugno 2018, dopo un anno e mezzo di lavoro. L’obiettivo è prevenire incidenti in montagna, ma anche dare la possibilità a chi la frequenta di segnalare eventuali disservizi e problematiche. I costi del numero verde – che risponde all’800.22.13.25 – sono a carico del destinatario: è l’Ulss 1 a saldare le bollette. Alle chiamate rispondono gli operatori della centrale del Suem che poi, a seconda delle richieste, le smistano indirizzandole a cascata a chi di competenza. Il “Numero verde Montagna sicura” – un’iniziativa unica nel suo genere, che vede insieme, per la prima volta, i principali soggetti che operano per la sicurezza in montagna – è attivo 24 ore su 24 e tutti i mesi dell’anno. Da precisare che non si tratta di un numero per le emergenze: per queste ultime bisogna sempre contattare il 118 o il 112. Il Numero Verde ha invece funzione preventiva, ossia dà alle persone la possibilità di programmare un’uscita e chiedere informazioni sul grado di difficoltà o sull’apertura di un sentiero, ma anche di segnalare qualche problematica.

ACQUISTO DI UN MEZZO PER L’ASSOCIAZIONE

È stato sostituito il mezzo adeguandone le dimensione alle esigenze della Associazione

ATTIVITÀ INFORMATIVE E DIVULGATIVE E PARTECIPAZIONE A EVENTI

Per far conoscere la Onlus a un numero sempre crescente di persone, Dolomiti Emergency ha organizzato incontri, partecipato ad attività informative e divulgative e a eventi. La Onlus ha inoltre realizzato materiale promozionale, come una nuova brochure, anche in inglese. Non è mancata la pubblicità sui progetti di Dolomiti Emergency in tutta la provincia, in particolare con l’utilizzo di carrelli e tabelloni stradali. Create inoltre le nuove magliette con 2 tipologie di grafica per celebrare il 30 anniversario dell’elisoccorso a Pieve di Cadore.

CONTRIBUTI ALLE REALTÀ CHE OPERANO NEL SOCCORSO E NELLE EMERGENZE

Il Consiglio Direttivo di Dolomiti Emergency ha deliberato nel 2018 uno stanziamento di 120 mila euro per sostenere le associazioni che si occupano di attività di soccorso e assistenza sanitaria: nello specifico, il contributo è stato destinato alle associazioni di volontari di ambulanze dislocate in tutta la provincia per l’acquisto di mezzi:

  • Coordinamento Agordino-Zoldano Volontari Ambulanze,
  • Associazione Emergenza Volontari Ambulanze Alpago (EVA),
  • Associazione Soccorso e Aiuto Sociale del Comelico Superiore (SEAS)
  • Valbelluna Emergenza

CONVENZIONI

Dolomiti Emergency ha stipulato una convenzione con Patagonia che prevede per tutti gli associati del 2019 uno sconto del 15% sull’acquisto merce.