Montagna sicura, attivato un numero verde

Montagna sicura, attivato un numero verde

Unico caso in Italia, le chiamate saranno ricevute dalla centrale operativa 118 e smistate verso chi può dare risposte. Ma non deve servire per le emergenze

BELLUNO. Meglio prevenire che farsi recuperare. Non è uno stravolgimento del noto proverbio, ma la ferma convinzione dei promotori del progetto “Numero verde Montagna sicura”.

Un’iniziativa a cui Suem 118 di Pieve di Cadore, Dolomiti Emergency, Corpo nazionale soccorso alpino, Collegio veneto Guide Alpine, Cai Veneto e Usl 1 Dolomiti stavano lavorando ormai da un anno e che ora è diventata realtà.

«L’obiettivo è prevenire incidenti in montagna, ma anche dare la possibilità a chi la frequenta di segnalare eventuali disservizi e problematiche», spiega Laura Menegus, presidente di Dolomiti Emergency, che si occuperà di tutte le attività di comunicazione per far conoscere il nuovo servizio.

I costi del numero verde – che risponde all’800.22.13.25 – sono a carico del destinatario: in questo caso sarà l’Usl 1 a saldare le bollette. «Alle chiamate risponderanno gli operatori della centrale del Suem che poi, a seconda delle richieste, andranno a smistarle indirizzandole a cascata a chi di competenza, che siano il Cai Veneto o le Guide Alpine», aggiunge Alex Barattin, delegato provinciale del Soccorso Alpino.

«Come Cnsas abbiamo presente un tecnico operativo nella centrale del Suem, tutti i giorni d’estate e il sabato e la domenica dell’intero anno». Il “Numero verde Montagna sicura” – un’iniziativa unica nel suo genere, che vede insieme, per la prima volta, i principali soggetti che operano per la sicurezza in montagna – sarà attivo già da oggi 24 ore su 24 e tutti i mesi dell’anno.

«Dobbiamo precisare che non si tratta di un numero per le emergenze», precisano Barattin e il primario del Suem 118, Giovanni Cipolotti, «per questi ultimi bisogna sempre contattare il 118 o il 112. Questo nuovo contatto ha invece funzione preventiva, ossia dà alle persone la possibilità di programmare un’uscita e chiedere informazioni sul grado di difficoltà o sull’apertura di un sentiero, ma anche di segnalare qualche problematica: pensiamo a una frana oppure una ferrata non sicura per l’assenza di un tratto di corda».

Insomma, l’obiettivo ultimo è far sì che gli incidenti non accadono. «Più si va in montagna preparati e più si evita di farsi male», ribadisce la presidente di Dolomiti Emergency, che conta 12mila iscritti, di cui 2mila solo in questa prima parte del 2018. «Chi è abituato ad andare in montagna sa a chi rivolgersi, ma ci sono diverse persone che non saprebbero chi contattare per avere informazioni preventive e in internet non sempre si trova tutto quello che serve».

«Chi chiamerà il numero verde saprà di interfacciarsi con riferimenti istituzionali, attendibili e qualificati», fa presente Adriano Rasi Caldogno, direttore generale dell’Usl 1 Dolomiti. «Un ulteriore passo verso la prevenzione, per cui tante realtà si stanno muovendo da tempo».
Basti pensare alle attività di formazione nelle scuole, ricordate da Cipolotti, ma anche agli sforzi che sta facendo Dolomiti Emercengy per far capire alle persone l’importanza di dotarsi, prima di andare in montagna, di una polizza assicurativa che copra i costi del soccorso.